IO, ROBOT. Uno sbaglio di digitazione di successo
In una mattina del 1940 il giovane scrittore Isaac Asimov stava cominciando scrivere Io, Ribot, una specie di autobiografia fantastica di un cavallo famoso con confidenze e segreti, i sacrifici per arrivare sempre primo, confessioni sulla maleducazione dei fantini e sulla pigrizia degli stallieri, ma mentre stava digitando il titolo sulla sua vecchia macchina da scrivere squillò il telefono e Asimov spostò inavvertitamente un dito dalla I alla O, ancora inesperto, Asimov scriveva guardando i tasti si accorse solo dopo aver finito la parola e un po' per taccagneria un po' perché l'editore non voleva sbianchettamenti, specie nel titolo, pensò di cambiare la storia. Robot che buffa parola! Pensò mentre beveva un bicchiere di latte, andiamo un momento su Wikipedia a vedere cos'è un robot poi si diede una manata su quella testa piena di fantascienza pensò che forse era il caso di andare nella biblioteca pubblica a cercare sull'enciclopedia. Armato di taccuino e matita...